14 novembre: i GC Ruvo incrociano le braccia!

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delle/dei Giovani Comuniste/i di Ruvo di Puglia

Le/i Giovani Comuniste/i e gli studenti ruvesi scenderanno in piazza domani, 14 novembre 2014, a Bari in occasione dello sciopero sociale lanciato dai Laboratori per lo sciopero sociale di tutta Italia. L’appuntamento come sempre è in piazza Umberto I alle ore 9:30. Continuiamo quindi con grande impegno le mobilitazioni di questo autunno sempre più caldo, confermando l’attiva presenza dei GC all’interno dei movimenti.

Ma che cos’è lo sciopero sociale?

Lo sciopero sociale si distingue dallo sciopero tradizionale per modalità organizzative e di svolgimento. Lo sciopero sociale nasce negli anni ’90 in Argentina nell’area dei sindacati di base ed è stato poi la fonte d’ispirazione per movimenti come gli “indignados” in Spagna, i vari “Occupy” in tutto il mondo ecc. Lo sciopero sociale coinvolge categorie disparate, dagli studenti ai lavoratori dipendenti, dai precari alle partite iva e generalmente non è caratterizzato unicamente dal corteo, ma accompagnato da presidi, picchetti, azioni dimostrative e blocco di piazze, strade e centri nevralgici delle varie città. Le manifestazioni sono organizzate e costruite dal basso, tramite laboratori in cui si incontrano diverse esperienze e realtà.

Per cosa si sciopera il 14 novembre

Tre sono gli assi su cui poggia lo sciopero sociale: conoscenza, lavoro e reddito.

1) Conoscenza: studenti, ricercatori, precari e lavoratori del mondo della conoscenza scioperano per: istruzione gratuita, piano straordinario per l’edilizia scolastica (servirebbero 17 miliardi), investimenti pubblici in ricerca e sviluppo (oggi è destinato solo l’1,23% del PIL a fronte del 3% come indicato dall’UE); contro: l’inserimento nel Patto di Stabilità di 150 milioni di fondi destinati alle borse di studio (art. 42 sblocca Italia), la buona scuola (misure su apprendistato, finanziamento da parte dei privati e tagli fondi istruzione pubblica).

2) Lavoro: si sciopera contro: la liberalizzazione dei contratti a termine (il decreto legge 34/2014 consente alle imprese, nell’arco temporale di 36 mesi, di assumere a termine senza alcuna motivazione e di prorogare lo stesso contratto per 8 volte), la riduzione dei diritti prevista dal Jobs Act (art. 18); per: estensione dei diritti per tutti i lavoratori, riduzione del numero di forme contrattuali, introduzione di un salario minimo europeo, riduzione dell’orario di lavoro e abolizione degli straordinari, riconversione ecologica dell’economia.

3) Reddito: si sciopera contro: la riduzione degli ammortizzatori sociali; per: l’introduzione di un welfare studentesco e di un reddito di base equivalente al 60% del reddito mediano in Italia (modulato in base alle varie fasi della vita).

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