Noi la crisi non la paghiamo!

La modifica dell’articolo 81 della Costituzione, attraverso l’introduzione del vincolo del pareggio in bilancio, costituisce il più grave attacco ai valori e ai principi contenuti nella nostra Carta Costituzionale. Attacco che fu compiuto nel 2012 quando, nel silenzio generale e senza alcun dibattito pubblico, il governo Monti su spinta dell’Unione europea e con la condivisione di tutte le forze politiche allora presenti in Parlamento, stravolse la Costituzione.

I diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione (diritto alla salute, diritto alla pensione, diritto all’istruzione, diritto al lavoro) vengono quindi cancellati perchè l’imposizione del pareggio in bilancio preclude interventi a sostegno dell’economia che, invece, sarebbero a maggior ragione necessari in una fase di recessione come quella che oramai attraversiamo da un decennio.

Il principio madre dell’austerità dunque, non risparmia neanche la scuola. L’Italia oggi è al 30° posto in Europa per spesa in istruzione che peraltro nella realtà è lontana dall’attuazione di princìpi quali il pluralismo, la laicità, la democrazia e l’inclusività del sistema delineati nella Costituzione e nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia. Istruzione che oggi non garantisce a pieno la valorizzazione della persona, la rimozione degli ostacoli economici, sociali, culturali e di genere che limitano libertà e uguaglianza.

Per questo domenica 3 giugno saremo in Piazza Dante dalle ore 19.30 per continuare a raccogliere le firme sulle leggi d’iniziativa popolare “Per la Scuola della Costituzione” e per l’abrogazione del pareggio di bilancio dall’art.81 della Costutuzione. Avremo modo inoltre di approfondire i temi Con Enzo De Robertis del “Comitato per la difesa e l’attuazione della Costituzione”, ed Eliseo Tambone del “Comitato LIP-art.33”.

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