Sulla presenza di Gianfranco Amato

Dopo l’iniziativa svoltasi presso l’oratorio della parrocchia “San Domenico” lo scorso giovedì dal titolo “Famiglia: cultura o natura?”, sentiamo di dover dire la nostra, come del resto fatto in occasione della visita a Ruvo, tre settimane fa, del furgoncino antiabortista dei “Provita”.
Il Global Gender Gap Report 2017, uno studio sulle discrepanze in opportunità, status e attitudine tra i sessi, ci mostra allarmanti risultati: il divario tra uomini e donne nel nostro Paese ha fatto piombare l’Italia all’82° posto tra i 144 Paesi presi in considerazione.
Oggi sulle spalle delle donne gravano sia il lavoro produttivo sia quello riproduttivo e, complici i tagli al welfare, servizi come gli asili nido vengono meno, privandole del “diritto al tempo”.
Non dimentichiamoci che spesso le pagine dei nostri giornali si tingono di nero, raccontando le violenze sia fisiche che psicologiche che tante donne subiscono tra le mura domestiche, figlie di una società maschilista e patriarcale, incapace di riconoscerle alcun tipo di libertà.
Inoltre, la violenza maschilista, con complici le infiltrazioni clericali nei nostri ospedali pubblici e le larghe sponde politiche, vieta alle donne il diritto all’autodeterminazione dei corpi, rendendo così difficile l’applicazione della 194, la legge sull’aborto, una delle più importanti conquiste del secolo scorso.
Chiediamo ospedali pubblici liberi da personale obiettore di coscienza e riteniamo fondamentale assicurare il diritto alla procreazione responsabile, assicurando preservativi e anticoncezionali gratuiti (anche in ottica di prevenzione da infezioni da HIV), oltre allo spazio che andrebbe garantito all’educazione sessuale nelle scuole.
Anche gay, lesbiche e trans, così come le donne, sono vittime di discriminazioni, soprattutto sul piano lavorativo.
È nostro dovere, per questo, lottare per una società inclusiva e basata sul principio di uguaglianza, affinché tutti e tutte possano godere degli stessi diritti, e soprattutto laica, proprio come è sancito dalla nostra Costituzione.

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