Il decreto “svuota carceri” che non svuota nulla

 

di Vincenzo Colaprice

Il decreto-legge “svuota carceri” è stato approvato dal Senato lo scorso 8 agosto. Ma tante sono le contraddizioni. Una legge votata in massa dalla maggioranza di larga intesa tra PD-PDL che non risolve praticamente nulla.

La legge prevede di ridurre il sovraffollamento carcerario liberando circa 10mila posti letto entro il 2016 ma come fa notare il presidente di Antigone, l’associazione che ha lanciato le proposte di legge d’iniziativa popolare delle “Tre leggi”, Patrizio Gonnella, nel frattempo il numero di detenuti continuerà a salire.

Intanto il decreto prevede questi cambiamenti nel nostro sistema penale:

  • Custodia cautelare: solo per delitti puniti con una pena superiore ai 5 anni di reclusione e tra questi delitti resta escluso lo stalking, il che significa piede libero per i molestatori già denunciati;
  • Recidività: modificata la legge “ex Cirielli” in modo che i recidivi possano riaccedere alla liberazione anticipata o agli arresti domiciliari ma restano inspiegabilmente limiti per i permessi premio e resta la condizione per i recidivi reiterati che l’affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare a la semilibertà siano concessi soltanto una volta;
  • Libertà anticipata e sospensione della pena: solo per chi ha una pena residua che non supera i tre anni di reclusione o i sei anni se tossicodipendenti. In questo modo non si aiutano affatto i tossicodipendenti in quanto non si interviene né sulla legge sulle droghe Fini-Giovanardi, né si commuta la pena residua in trattamenti presso le case di tossicodipendenza e i centri di recupero. Da questo sconto di pena sono esclusi i condannati ai delitti più gravi e per certe tipologie di reato come maltrattamenti in famiglia, stalking, furto in abitazione e incendi boschivi;
  • Lavoro fuori dal carcere: si consente al detenuto la partecipazione (a titolo gratuito e volontario) a “progetti di pubblica utilità” nei confronti dello Stato o di associazioni attive nel campo sociale e sanitario;
  • Post-pena: Per favorire il reinserimento lavorativo è ampliato (18 mesi per chi ha beneficiato di misure alternative, 24 mesi per gli altri) il periodo successivo alla detenzione coperto dagli sgravi contributivi in caso di assunzione in cooperative sociali. Modificando la legge “Smuraglia”, vi è un credito d’imposta all’impresa che assume un ex detenuto;
  • Infrastrutture carcerarie: le funzioni del commissario straordinario sono prorogate fino al 31 dicembre 2014. Sono ampliate le sue competenze (escludendo comunque poteri derogatori del Codice degli appalti) in materia di programmazione, manutenzione, utilizzo e ristrutturazione di immobili dismessi, ma nel quadro di un coordinamento più incisivo con i Ministeri della Giustizia e delle Infrastrutture e con il Parlamento stesso. Vi è un obbligo di relazione semestrale alle commissioni. A questo si aggiungono anche nuove misure per la costruzione di nuove strutture detentive e queste misure appaiono davvero oltraggiose se si pena alle 40 strutture, tra istituti, case circondariali, penitenziari eccetera già pronti e terminati (e spesso anche dotati di personale retribuito dallo Stato) ma vuoti di detenuti;
  • Carcerazione per il reato di favoreggiamento: questo tipo di carcerazione è stata abolita ed è un favore grandissimo alle mafie e alle organizzazioni criminali, basti pensare che molti latitanti o mafiosi (Giovanni Brusca o Leoluca Bagarella, ad esempio) di spicco sono stati arrestati grazie ai legami scoperti dalle indagini che hanno coinvolto persone arrestate per favoreggiamento.

Detto ciò il decreto legge “Svuota carceri” non svuota un bel nulla e secondo stime più fondate potrebbe liberare solo 2 o 3 migliaia di posti letto. Ancora più grave però è il completo disinteresse verso le detenzioni derivate dai reati connessi al consumo e allo spaccio di stupefacenti e dal reato di immigrazione clandestina.

È invece assurdo che i 16 milioni stanziati per il lavoro penitenziario dal governo Monti a fine 2012 non siano ancora stati spesi, avendo come scadenza il 31 dicembre 2013. Sicuramente questi milioni finiranno per ritoccare qualche altra voce nel bilancio lasciando irrisolto anche questo problema.

Sul versante dell’opposizione invece sono ridicole le posizioni di Lega Nord e Fratelli d’Italia, contrari ad ogni tipo di intervento sulla situazione carceraria, sentendosi probabilmente “accerchiati da criminali pericolosi” come ha affermato lo stesso Gonnella.

Ancora più assurda è la posizione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno pubblicato un rapporto con dati risalenti al 2010, mentre sul sito dell’Associazione Antigone i dati sono aggiornati ogni mese e stanno lavorando ad un piano per l’emergenza carceri senza neanche considerare le tre leggi d’iniziativa popolare.

Insomma piuttosto che risolvere, qui si parla di peggiorare.

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