Sulle dimissioni di Tsipras

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di Vincenzo Colaprice

Tsipras si è dimesso e ovviamente sono già nate le tifoserie, ma dalla sua esperienza di governo si potrebbe imparare qualcosa.

1) La politica è fatta di rapporti di forza e non è mai come noi vorremmo che fosse.

2) A sinistra (soprattutto quella italiana, visto che non riesce a fare di meglio) c’è una certa tendenza ad invaghirsi in maniera feticistica del leader di turno (vedi Tsipras) e allo stesso tempo c’è chi invece gli attribuisce epiteti di ogni tipo poiché non conforme all’idealtipo di messia rivoluzionario immaginato sul divano di casa.

3) Non ha senso lanciare slogan del tipo “facciamo come la Grecia… la Spagna… la Turchia… o il Suriname”, perché ogni singolo Stato ha le proprie contraddizioni interne e condizioni particolari (seppure in un contesto globale condiviso) che queste forze politiche sono riuscite a scardinare. Syriza ha raccolto il consenso del popolo greco dopo anni di lotte, ha avuto il sostegno di sindacati conflittuali e ha risposto con la solidarietà e il mutualismo laddove il liberismo ha chiuso scuole e ospedali. Non mi sembra che in Italia si possa dire lo stesso.

4) Le cose che contano veramente sono la lotta e allo stesso tempo la percezione che il popolo greco ha e ha avuto del governo Tsipras e il sostegno che ha concesso e (penso) concederà ancora a Syriza. Abbiamo già visto come in Italia venga data una lettura differente della crisi greca e ovviamente funzionale a preservare lo stato di cose presenti.

5) Dalle elezioni del 25 gennaio fino ad oggi, passando per le trattative con la troika, almeno in Grecia la politica è tornata ad essere, in un qualche modo, espressione della volontà popolare, mentre altrove ha ceduto sovranità e leve di comando a finanza ed economia.

Personalmente resto fiducioso sugli sviluppi futuri, la storia del movimento operaio ci insegna che le sconfitte sono sempre state numericamente maggiori rispetto alle vittorie ottenute e credo piuttosto che si dovrebbe guardare a questi fatti con più disillusione, lucidità e meno aspettative messianiche. Soprattutto resto convinto che la storia la fanno i popoli e che la lotta del popolo greco dovrebbe essere il vero modello a cui tutti noi dovremmo ispirarci.

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