L’orlo dell’abisso

municipionuovo

del Partito della Rifondazione Comunista di Ruvo di Puglia

Presentiamo pubblicamente ai cittadini di Ruvo il documento allegato. L’acquisizione del documento, un atto pubblico della Magistratura contabile indirizzato alla conoscenza dell’intero Consiglio Comunale, proviene da una formale richiesta del nostro consigliere comunale Felice Di Modugno, quale suo diritto e dovere di controllo e sorveglianza democratica in qualità di rappresentante del popolo sovrano.

Abbiamo per fortuna ancora una Costituzione democratica, che il sedicente Partito Democratico di Renzi sta cercando di snaturare e distruggere, utile ancora per proteggere diritti e interessi dei più deboli e di coloro che non hanno altre difese contro prepotenza e arroganza delle classi dominanti.

Non sappiamo quanti cittadini di Ruvo siano a conoscenza di questo documento. Per questo ci sembra un dovere morale e civile portarlo alla attenzione di un uditorio più vasto possibile. In questi giorni di campagna elettorale ci sentiamo annegare in oceani di trasparenza, in universi di partecipazione, e navighiamo fra galassie di responsabilità e centralità delle persone …Ma sappiamo che non può esistere una doppia legalità: una per i poveri cristi che sbagliano per ignoranza o necessità ed una per chi consapevolmente nasconde la verità per i propri vantaggi.

Ci piacerebbe sapere che cosa ne pensano i numerosi candidati sindaci, ansiosi di andare a rivestire una fascia tricolore di un Comune alle soglie del tracollo finanziario. E’ solo un atto dovuto, un ininfluente campanello di allarme che verrà smorzato dal gioco delle tre carte della finanza pubblica?

Noi crediamo – e lo abbiamo detto in anni di coerente opposizione in Consiglio Comunale denunciando sprechi , inadempienze e spese assolutamente comprimibili quanto clientelari del nostro Comune – che sia un sintomo gravissimo di incapacità, di approssimazione, di mancanza di un senso e una responsabilità collettiva della cosa pubblica. E di un uso della stessa ad uso e consumo di consorterie e lobby di amici, che poi devono ricambiare piaceri e favori.

Non è nostro stile, né nostro compito, esprimere giudizi o fare sciacallaggio sul passato, ma avanzare preoccupazioni per il futuro delle generazioni che verranno. E interrompere un coro di lodi per chi ha amministrato finora, in perfetta contiguità e continuità di interessi.

Gestione dei flussi di cassa con disavanzi consistenti dell’ordine di centinaia di migliaia di euro, riproposizione di crediti non più esigibili (soldi che sarebbero dovuti entrare anni prima per debiti accertati di privati o enti ed ora non più saldabili a favore del Comune)  a copertura di vuoti del bilancio, mancata o molto parziale riscossione di canoni di locazione di immobili pubblici dati in gestione a privati (qui si configura il danno erariale, chiediamo ai tanti esperti  politici che girano in città in questi giorni?); mancata rivalsa nei confronti degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale (dei 3,8 milioni di euro accertati ne sono entrati  solo 130.000 euro per il 2012-13) per l’esposizione da contenziosi giudiziari  che il Comune ha perso; mancata lotta alla evasione tributaria (tasse TARSU e ICI non pagate da cittadini alquanto ‘furbi’ e non perseguiti adeguatamente dalla Amministrazione: su centinaia di migliaia di euro di evasione accertata se ne è ricavato, si e no, il 6%); patrimonio immobiliare (case e terreni pubblici, beni comuni) non accuratamente inventariato e gestito a volte in modo precario; servizio di illuminazione cimiteriale senza contratto regolare da anni; anomala copertura di perdite di gestione di società partecipate…

Dei circa 20 milioni di debiti fuori bilancio (2012-2013) circa 7 milioni sono stati coperti dal mutuo che pagheranno tutti i cittadini ruvesi (500.000 euro di rata di restituzione  all’anno fino al 2040!), altri 8 milioni dovrebbero rientrare dagli assegnatari.

Non sappiamo ancora se l’Amministrazione monocolore del PD  sarà in grado di presentare e fare approvare in Consiglio, all’estremo limite del nulla, uno straccio di rendiconto consuntivo delle spese fatte nel 2015 e un bilancio di previsione per le spese e gli introiti del 2016. Il Consiglio comunale che verrà eletto dopo il 5 giugno rischia di essere sciolto dopo essersi appena insediato. Non ci potrà essere una Ruvo futura o migliore o possibile.

Auguriamo ai cittadini ruvesi una attenta e meditata lettura. Odiamo anche noi, come Gramsci, gli indifferenti, l’inerzia del ‘sono tutti uguali’, del ‘non cambierà mai nulla’, di chi pensa che non esistano più destra e sinistra, perché tanto fa affari con la destra e con la sinistra. Certo, ben poco di buono sortirà per i lavoratori dalle ceneri dell’olocausto. Chi vive del proprio lavoro, manuale o intellettuale che sia, e della sua sempre più evidente precarietà, sarà sempre più penalizzato e avrà  meno qualità e quantità  di servizi pubblici e cure e sarà abbandonato alla disperazione dei propri bisogni, senza garanzie né conti in banca ad aiutarlo. Perché gli verrà detto che non ci sono i soldi, dopo che lo sperpero senza fine  avrà prosciugato ogni risorsa.

Questo non è populismo o ‘antipolitica’:  rimane il nostro caparbio  e difficile compito di militanti comunisti, smascherare ipocrisie e menzogne che gli avversari di classe ci pongono dinanzi, organizzare la lotta di chi è stanco di subire.

Documento accessibile all’indirizzo: https://goo.gl/XULojI

 

COMUNICATO DI FLAMMA ARDENS S.A.S.

Spett.le Redazione,
la Flamma Ardens s.a.s. invia a codesta Redazione il seguente comunicato, chiedendo ai sensi della legge sulla stampa che esso venga pubblicato integralmente a smentita di quanto affermato nell’articolo dal titolo l’orlo dell’abisso, pubblicato su codesta testata il 29 maggio 2016.

“Con riferimento all’articolo dal titolo l’orlo dell’abisso …, a firma “del Partito della Rifondazione Comunista di Ruvo di Puglia”, pubblicato su codesta testata il 29 maggio 2016, la Flamma Ardens s.a.s. di Ruvo di Puglia denuncia come infondata e lesiva della sua onorabilità l’affermazione, contenuta nell’articolo, secondo la quale il servizio di illuminazione cimiteriale, che essa attualmente assicura, sarebbe “abusivo”. Permanendo, infatti, l’assenza di qualsiasi deliberazione della Civica Amministrazione atta a individuare nuove forme di gestione, il Servizio viene espletato dalla Flamma Ardens, con innegabile giovamento per la cittadinanza, in condizione di ‘gestione di fatto’, riconosciuta dalla stessa Civica Amministrazione e, soprattutto, legittimata dall’ordinanza del Giudice Civile del 2 maggio 2006, che recita testualmente:

La Società resistente sta continuando a garantire –con perfetta efficienza- il funzionamento del servizio […]. L’attuale assenza di una delibera comunale volta a disciplinare la gestione dell’impianto di illuminazione una volta ottenuta la riconsegna del medesimo impianto rischia, al contrario, di creare –con la restituzione immediata- un effettivo danno all’utenza. […].”

Distinti saluti

L’Amministratrice

dott.ssa Silvia Iurilli

1 thought on “L’orlo dell’abisso

  1. Spett.le Redazione,
    la Flamma Ardens s.a.s. invia a codesta Redazione il seguente comunicato, chiedendo ai sensi della legge sulla stampa che esso venga pubblicato integralmente a smentita di quanto affermato nell’articolo dal titolo l’orlo dell’abisso, pubblicato su codesta testata il 29 maggio 2016.

    “Con riferimento all’articolo dal titolo l’orlo dell’abisso …, a firma “del Partito della Rifondazione Comunista di Ruvo di Puglia”, pubblicato su codesta testata il 29 maggio 2016, la Flamma Ardens s.a.s. di Ruvo di Puglia denuncia come infondata e lesiva della sua onorabilità l’affermazione, contenuta nell’articolo, secondo la quale il servizio di illuminazione cimiteriale, che essa attualmente assicura, sarebbe “abusivo”. Permanendo, infatti, l’assenza di qualsiasi deliberazione della Civica Amministrazione atta a individuare nuove forme di gestione, il Servizio viene espletato dalla Flamma Ardens, con innegabile giovamento per la cittadinanza, in condizione di ‘gestione di fatto’, riconosciuta dalla stessa Civica Amministrazione e, soprattutto, legittimata dall’ordinanza del Giudice Civile del 2 maggio 2006, che recita testualmente:

    La Società resistente sta continuando a garantire –con perfetta efficienza- il funzionamento del servizio […]. L’attuale assenza di una delibera comunale volta a disciplinare la gestione dell’impianto di illuminazione una volta ottenuta la riconsegna del medesimo impianto rischia, al contrario, di creare –con la restituzione immediata- un effettivo danno all’utenza. […].”

    Distinti saluti

    L’Amministratrice

    dott.ssa Silvia Iurilli

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