Una firma per due obiettivi

A partire da questo fine settimana, per i prossimi due mesi, Rifondazione comunista/Potere al popolo raccoglierà le firme, con banchetti pubblici in città, per la legge d’iniziativa popolare “Lip scuola” e per l’abrogazione del pareggio di bilancio dall’articolo 81 della Costituzione.

Il sistema della Pubblica istruzione delineato nella proposta di legge trova le sue ragioni di essere nella Costituzione e nella Convenzione internazionale sui Diritti dell’infanzia; si ispira a princìpi di pluralismo, laicità, democrazia e inclusione e cura l’acquisizione consapevole di saperi con un’attenzione costante all’interazione e all’educazione interculturale.

Una buona scuola ha bisogno di risorse economiche adeguate per garantire al meglio le sue finalità, con un investimento che veda un notevole incremento rispetto a quanto oggi il nostro Paese destina a questo scopo: elevare il tetto di spesa almeno al 6% del Pil, come indicato nella Lip, vuol dire investire nel nostro futuro.

Viene inoltre affermato il diritto alla gratuità dei libri di testo e del trasporto scolastico per gli alunni e le alunne delle scuole statali dell’obbligo di ogni ordine e grado e viene negata la possibilità da parte degli istituti di richiedere alle famiglie contributi o oneri di qualsiasi natura, fatti salvi i casi previsti dalla legge.

Per una piena formazione e per combattere la dispersione scolastica, si firma anche per estendere l’obbligo/diritto scolastico dal compimento del 5° anno d’età fino al 18°, per porre un tetto massimo di 22 alunni per classe, da abbassare ulteriormente nei casi in cui siano inseriti bambini e ragazzi con disabilità, e per prevedere adeguate dotazioni organiche aggiuntive.

Non meno importanti sono altri contenuti della legge: da un piano straordinario di edilizia scolastica, a uno nazionale per l’istituzione di una rete di nidi d’infanzia pubblici, così come importanti variazioni in termini organizzativi, di orari e di organico. Non ultime le novità riguardanti i criteri di valutazione degli alunni e degli istituti e il rispetto del principio di laicità del sistema educativo della pubblica istruzione.

Importantissima è anche la raccolta firme per abrogare il pareggio di bilancio dall’articolo 81 della Costituzione, introdotto nel 2012 dal governo Monti.

Il pareggio di bilancio è il cardine della politica di austerità, perché istituzionalizza il principio che lo Stato non possa fare debiti, e quindi gli impedisce di impostare politiche pubbliche espansive, di sostenere i propri cittadini, di investire a debito in sanità, nell’educazione, nei servizi, nella ricerca, e di porre le condizioni affinché i diritti fondamentali delle persone vengano rispettati. In quanto tale, dunque, il pareggio di bilancio è incompatibile con la nostra Costituzione.

In settimana sarà possibile firmare presso il circolo di Rifondazione Comunista in via Cattedrale 56-60 dalle 19.30 alle 21.

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