Ora passiamo ai fatti!

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del Partito della Rifondazione Comunista di Ruvo di Puglia

Il Partito della Rifondazione Comunista, attraverso il consigliere comunale Felice Di Modugno, ha presentato un atto di esposto alla Procura della Repubblica di Trani. Dopo numerose segnalazioni, interrogazioni e richieste di spiegazioni, nei consigli comunali e nelle commissioni, alle quali spesso sono corrisposte risposte vaghe o nulle, il PRC ha intrapreso questa strada affinché venga fatta luce e venga valutata la sussistenza di eventuali  irregolarità riguardo lo svolgimento dei lavori di manutenzione straordinaria di piazza Dante e la mancata ripresa in possesso e recupero alla disponibilità pubblica dei fondi rustici affidati in concessione (ormai scaduta) alla cooperativa “Solidarietà e Lavoro”.

Riteniamo che le due questioni, per le quali abbiamo chiesto alla Procura di intervenire e fare luce, siano di rilevanza non secondaria per la comunità. Abbiamo un cantiere a cielo aperto in piazza Dante la cui data di fine lavori è totalmente sconosciuta e neanche l’Amministrazione sembra in grado di fornire una risposta valida se si pensa che solo lo scorso 15 luglio (http://www.ruvochannel.tv/index.php/attualita/item/1265-indiscrezioni-su-piazza-dante-inaugurazione-di-una-sola-meta) l’assessore ai lavori pubblici Caterina Montaruli, dopo aver rinviato ulteriormente, stabiliva il 31 luglio come giorno di riapertura al pubblico.

Tuttavia siamo giunti nell’ultima settimana di agosto e della villa neanche l’ombra. Ma non è solo la data di fine lavori a preoccuparci, visto che già in più sedute del consiglio comunale abbiamo fatto notare, anche muniti di prove fotografiche, quanto del capitolato non è stato rispettato nell’esecuzione dei lavori (come l’installazione di “prato all’inglese” invece di “erba a seme” o la mancanza – nella parte di pavimento sottostante il prato realizzato – della rete elettrosaldata e del massetto in calcestruzzo, tutto espressamente previsto dal capitolato). Inoltre sui lavori effettuati a piazza Dante pende ancora la nota, fatta circolare in un consiglio comunale di gennaio, all’apparente firma dell’ing. Gramegna, riguardante l’esistenza sotto il livello di calpestio, della suddetta piazza, di “residui di amianto” ed altri materiali di risulta, dei quali non si conosce il destino.

A questo si aggiunge la già citata questione dei terreni di proprietà pubblica affidati in gestione per quindici anni alla cooperativa “Solidarietà e Lavoro”, a fronte di ben tre ordinanze (l’ultima è del 30 aprile scorso) del TAR Puglia che hanno chiarito che il Comune può rientrare in possesso dei terreni e di un’Amministrazione che invece continua a cercare l’accordo e il compromesso con una cooperativa in piena morosità. Davanti all’inerzia dell’Amministrazione in tale questione e davanti al nuovo bando, per noi molto discutibile, di affidamento di circa 140 ha di terreni pubblici, non possiamo fare altro che constatare come il Partito Democratico, che già con le sue proposte politiche in parlamento calpesta Costituzione, democrazia e Statuto dei lavoratori, promuovendo con i fidi alleati del centrodestra una svolta autoritaria e ultraliberista, anche in ambito locale dimostra di calpestare la volontà popolare espressa dai referendum del 2011 sulla difesa dei beni comuni e dell’acqua pubblica, nonché il semplice buon senso che dovrebbe impedire di svalutare in maniera così evidente appezzamenti di terra che non appartengono solo all’ente, ma a tutti i cittadini.

Il prossimo consiglio comunale costituirà di certo l’occasione per affrontare questa e altre tante questioni.

Nella sezione ‘Materiali‘ è possibile accedere all’ultima bozza dell’esposto presentato in Procura.

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