La festa dei Beni Comuni

di Vincenzo Colaprice
Noi di Rifondazione abbiamo già trattato su questo blog la questione dei beni comuni e di una possibile fondazione. Vorremmo, vorrei, segnalare gli ultimi tre giorni di questo pfest che si sta svolgendo a Ruvo dal 12 aprile e si concluderà domenica. Il tema trainante è senza dubbio la riscoperta di quei luoghi, spesso abbandonati e ignorati, che vorrebbero farci credere non servano più, dei quali vorrebbero annientare la storia e il valore rivestito nei secoli per le comunità contadine della Murgia, magari per raderli al suolo, costruirci residence, alberghi o bed & breakfast.
Perché quindi non rimetterli a favore della collettività? Perché non riscoprirne il valore lasciando una degna eredità alle generazioni future?
La fondazione per i beni comuni ci sembra quindi indispensabile per rimettere in moto un minimo senso civico e di appartenenza a questa terra spesso bistrattata o sacrificata pur di risanare debiti o misfatti. Queste terre, questi beni abbandonati dobbiamo sentirli prima di tutto come nostri, di nostro esclusivo possesso, di noi cittadini, dobbiamo capire che è impensabile ignorarne la loro situazione e il loro sacrificio in virtù di una qualche regola di profitto. Valorizzarli e recuperarli è un dovere, per questo il fine del pfest, ovvero una fondazione per la cultura e per i beni comuni, ci sembra importante e notevole. Notevole anche per la capacità di dare spazio e unire un gruppo di cittadini e associazioni che non hanno il compito di ravvivare un paese spesso definito (e non sempre giustamente) “morto” attraverso cantanti e canzonette ma attraverso il recupero di un rispetto verso la natura e verso quei beni collettivi che i nostri nonni hanno frequentato, usato, sudato e conservato, nel rispetto dei futuri ruvesi, ovvero noi. E allora come recita lo slogan “cominciamo a riprenderci la città!”.
(il programma dettagliato degli ultimi tre giorni del pfest è disponibile nella sezione “Materiali“)

 

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